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La
Costa Viola si protrae per ca. 20 km litoranei da
Villa San Giovanni (estremo sud) fino a Palmi (estremo
nord), passando per Scilla, Bagnara e Seminara.
La coltivazione della vite lungo le coste della
Calabria è documentata da testimonianze risalenti
all'epoca della Magna Grecia. Da tale coltivazione
infatti, visibile dalle imbarcazioni in mare, derivò
il nome di Enotria ("palo di vite" e poi
"terra del vino") attribuito a tutta la
Calabria dagli antichi greci. All'anno 1000 circa,
risalgono i primi dati certi riguardo la coltivazione
della vite nell'areale della Costa Viola, anno coincidente
con lo sviluppo delle comunità basiliane
che ne favorirono la diffusione. Già da allora,
la viticoltura svolgeva un ruolo primario, insieme
alla pesca e al commercio, sostentamento della popolazione
locale. Una delle cause della frammentazione fondiaria
dell'area, è dovuta proprio alla cessione
in colonìa del terreno (dalla costa fino
alle località montane di Solano e Melia)
suddiviso in miriadi di piccoli appezzamenti, da
parte dei monaci basiliani agli agricoltori del
territorio della Costa Viola. La coltivazione della
vite ebbe così, forte impulso, consolidato
e sviluppato nel 1085 dal conte Ruggiero d'Altavilla
che insediò, in questi luoghi d'importanza
strategica, un'abbazia col compito di irradiare
la cultura latina, in un'area dove ancora persisteva
il rito greco.
Tra il 1400 e la fine del 1700 il commercio a mezzo
di felughe e venturieri a Scilla era fiorente e
tra i prodotti scambiati, il vino occupava un posto
importante. La coltivazione della vite costituiva
una simbiosi quasi perfetta con le attività
marinare che comunque rappresentavano la struttura
portante dell'economia di fine settecento.
Dopo il 1783 la decadenza delle attività
commerciali legate alle feluche sfociò in
un'acquisizione generalizzata dei terreni declivi
e circostanti Bagnara e Scilla con l'estensione
massima della viticoltura.
Nel 1881 l'attacco della Fillossera provocò
l'abbandono delle prime aree vitate di facile adattamento
per l'insetto.
Fino al 1910 la distruzione dei vigneti da parte
dell'insetto, fu completa in tutte le zone, anche
se in gran parte si iniziò l'opera di ricostituzione
degli stessi con l'introduzione dei portinnesti
americani. La situazione odierna si può dedurre
dai risultati dell'ultimo censimento generale dell'agricoltura
del 2000. In mille anni si è passati da una
superficie vitata di almeno 1000 Ha complessivi
ad un superficie di circa 200 Ha. Nel 1986, in seguito
al progressivo abbandono dei vigneti terrazzati,
a causa dei proibitivi costi di produzione del vino
e della scarsità di manodopera, scaturisce
l'interesse pubblico da parte della Regione Calabria
nel recuperare il paesaggio vitivinicolo della Costa
Viola, con l'obiettivo di interrompere il processo
di degrado attraverso il ripristino e il potenziamento
della tradizionale coltivazione della vite. I meccanismi
individuati hanno previsto alcune azioni di sostegno
alla produzione, per ripristinare l'economicità
della coltivazione della vite; interventi non generalizzati,
ma ben definiti e circoscritti alla zona realmente
interessata. Tra il 1990 ed il 1992 vengono istallati
gli impianti di "monorotaia". Nel 2004
nasce la coop. "Enopolis Costa Viola"
grazie ai precedenti progetti ed all'applicazione
delPSR (Piano di Sviluppo rurale) regionale atto
al mantenimento dei terrazzamenti. Nel 2005 si vinifica
l'IGT Costa Viola denominato Armacìa da parte
della coop. "Enopolis Costa Viola". Nel
2007 viene istituita "L'ecostrada del vino
e dei sapori della Costa Viola". La coop. "Enopolis
Costa Viola" nel 2006 commercializza le prime
1750 bottiglie di vino "Armacia 2005 - IGT
Costa Viola" e nel 2007 si arriva a 4.900 bottiglie
numerate di "Armacia 2006" |
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I vigneti
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I
principali sistemi di allevamento sono costituiti
dalla pergola e pergola alta (6.000-10.000 piante/Ha)
ed in seguito a recente e diffusa ristrutturazione
dalla spalliera (max 5.000 piante/Ha) con potatura
a Guyot ed a Cordone speronato. Risulta ancora diffuso
in molte aree il vecchio sistema ad alberello (fino
a 13.000 piante /Ha).
Superficie vitata totale (ha) : 200 (stima)
Superficie vitata con più del 30%
di pendenza del terreno (ha) : 195
Altitudine (min e max): 0-400 m s.l.m.
Situazione geografica (vigneti costieri,
di collina, di altopiano, di valle interna): vigneti
costieri e di valle interna ad 1 km dalla costa
(max)
Distribuzione del vigneto: vigneto sia coltivato
che semi-abbandonato (terrazzamenti visibili) lungo
tutta la costa e le valli interne. In particolare
vigneto coltivato distribuito a tratti,
sostanzialmente lungo la costa in: Scilla, Favazzina
di Scilla, Bagnara Cal., Ceramìda di
Bagnara Cal.
Liste dei vitigni (proporzioni)
Principali varietà maggiormente diffuse:
Malvasia nera e Nerello Calabrese (45%), Prunesta
(20%),
Pinot Nero (20%), Altre (15% tra cui: Gaglioppo,
Sangiovese, Castiglione). Molto diffuso è
il
Moscato dAlessandria o Zibibbo non vinificabile
per la vendita, per cui risulta venduto come uva
da tavola o vinificato per il consumo familiare.
Iniziative in corso per il recupero e la valorizzazione
di vitigni autoctoni. In atto è in corso
un progetto triennale finanziato dalla Regione-Assessorato
Agricoltura (con ARSSA e Confagricoltura) di valorizzazione
della viticoltura dellarea, finalizzato allassistenza
tecnica e sviluppo, al censimento ampelografico
e soprattutto alla sperimentazione microvinificazione
per annoverare tra le uve da vino il Moscato dAlessandria
da cui si ottiene (oggi per il consumo familiare)
un pregiato passito: Zibibbo della Costa Viola.
Contestualmente è stato attivato tra maggio
e agosto 2003 il Contratto di Programma vitivinicolo
provinciale, finalizzato sia al recupero ed alla
valorizzazione dei vigneti dellintera provincia
con particolare riferimento alle aree DOC ed IGT.
Si prevedono inoltre azioni di ricerca e sperimentazione
per la valorizzazione di vitigni autoctoni.
Infine è in fase di attuazione la terza annualità
del PSR Costa Viola, da parte della
Regione-Assessorato Agricoltura nellambito
delle Misure Agroambientali (Reg. CE 445/2002) atto
al mantenimento dei terrazzamenti.
La coop. Enopolis Costa Viola nel 2006
commercializza le prime 1750 bottiglie del vino
Armacìa 2005 IGT Costa
Viola |
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I terreni
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| Il
terreno è sistemato a terrazze costituite
da fasce vitate larghe da 0,70-1 m fino a 2,5-3
m e sono sostenute da muri a secco (armacìe)
con unaltezza da 1 m a 3 m. Tale sistemazione
consente di ovviare alle pendenze esistenti di norma
superiori al 90-100% ed alla regimazione delle acque
meteoriche (acquidocci). Le uniche forme di meccanizzazione
attivabili ed esistenti sono costituite dalla monorotaia
(n. 4 impianti) ed in rari casi dalluso della
carriola cingolata (minitrasporter). Nuovi tipi
di mini-teleferica sono in via di sperimentazione.
La meccanizzazione consente di abbattere i costi
di manodopera (anche dell80%) stimabile attualmente
in ca. 880 h/anno per Ha (ca. 146 gg/anno per Ha).
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ARMACÌA Il Vino dei Terrazzamenti igt |
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UVE:
Prunesta, Malvasia Nera, Nerello, Gaglioppo, Patri
niro
VIGNETO: superficie
40Ha sesto impianto 0,80x0,70 altitudine da 0m/slm
a 300 m/slm esposizione sud sud-ovest
ALLEVAMENTO: spalliera,
pergola alta, alberello
ANNO D'IMPIANTO: vigneti
secolari con reimpianti razionali risalenti al 1990
RESA PER ETTARO: 60q/Ha
VENDEMMIA: manuale
in ceste o cassette con trasporto anche su monorotaia,
si svolge tra fine settembre e i primi di ottobre
VINIFICAZIONE: tradizionale
in rosso
MATURAZIONE: per 3
mesi in botte grande di castagno
AFFINAMENTO: per 7
mesi in bottiglia
GRADO ALCOLICO: 13%
ESAME ORGANOLETTICO:
di colore rosso rubino con riflessi violacei, profumo
di fragola e ciligia, al sapore si avvertono i frutti
rossi di
sottobosco che con l'ossigenazione lasciano spazio
a note minerali. Tannini morbidi grazie al legno
di castagno
Armacia si sposa con pietanze non impegnative
a base di carne, pesce arrosto, formaggi stagionati.
Può esaltare, senza
contrastare, il gusto di tocchetti di formaggio
con miele e confetture di cipolla rossa o di bergamotto. |
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