Azienda Agricola FORLINI CAPPELLINI

   
Le Cinque Terre
 
Con il nome Cinque Terre si identifica il tratto di costa rocciosa e scoscesa che si snoda per circa 15 km lungo il litorale della Riviera Ligure di Levante che va dal Capo di Montenero alla Punta del Mesco, insistendo sui cinque borghi di Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare, in provincia della Spezia.
Territorio fortemente antropizzato, le Cinque Terre si caratterizzano morfologicamente per i tipici terrazzamenti che, ricavati lungo versanti a forte pendenza, vengono sfruttati da oltre duemila anni per la coltivazione della vite. Già diffusa in epoca pre-romana, essa conobbe un ulteriore sviluppo intorno all'anno 1000 quando gli abitanti della media e bassa Val di Vara, alla ricerca di un clima più mite, superarono lo spartiacque della catena costiera per venirsi a stabilire definitivamente nei pressi del litorale marino.
Con fatiche secolari, l'uomo ha incessantemente modificato la natura ostile di questi luoghi costruendo, lungo una fascia altimetrica compresa tra 0 a 600 metri sul livello del mare, innumerevoli muretti a secco che sostengono altrettante terrazze e danno vita a un paesaggio unico al mondo.
Appare, quindi, ovvio che le Cinque Terre, da cui trae origine l'omonima d.o.c., si inseriscano a pieno diritto tra le regioni "eroiche" della viticoltura nazionale.
 
I terreni
 
Il territorio delle Cinque Terre presenta due enormi problemi di natura strutturale legati uno all'orografia - le superfici vitate possono raggiungere anche pendenze del 90% - e l'altro alla proprietà estremamente parcellizzata: su complessivi 97 ettari ancora in produzione, la dimensione media aziendale è di Ha 0,31, per giunta, generalmente ripartiti in sette o otto piccoli appezzamenti distanti tra di loro.
Per ovviare al primo ostacolo si è avviata una graduale trasformazione delle tradizionali terrazze che sono state suddivise in altre più piccole con la tecnica del ciglione inerbito. Consentendo la creazione di superfici piane orientate secondo le curve di livello e raccordate da rampe, tale modifica ha permesso la meccanizzazione delle colture.
Per supplire al frazionamento della proprietà si è provveduto a costituire un unico corpo aziendale di cinque ettari stipulando contratti quindicinnali con i proprietari di terre ormai incolte ai quali si garantisce una damigiana di vino per ogni 1000 m di terreno concesso in affitto.
Nelle Cinque Terre i terreni coltivati a vite sono prevalentemente sabbiosi, ricchi di scheletro, permeabili, con modeste riserve idriche, la composizione è quanto mai varia derivando dalla degradazione di rocce molto diverse tra loro sia sotto il profilo strutturale che mineralogico.
I terreni sono a base acida e ricchi di microelementi facilmente assimilabili dalla pianta, quasi privi di calcare attivo e con un buon contenuto in sostanza organica. Dal punto di vista stratigrafico allo strato coltivabile, di limitata profondità, fa subito seguito la roccia viva per questo lo spazio di espansione delle radici è limitato al terrapieno delle terrazze.
Le caratteristiche strutturali e mineralogiche del terreno unite alla mitezza del clima hanno da sempre costituito un habitat estremamente favorevole alla produzione viticola.
 
I vigneti
 
L'impianto tradizionalmente a pergola è stato sostituito da un sistema a spalliera con i filari orientati sulle curve di livello. Questa trasformazione ha permesso un consistente abbattimento delle ore lavorative per ettaro, migliorando in termini sensibili la qualità della vita del viticoltore.
Le varietà coltivate sono, nelle percentuali previste dal disciplinare, vermentino, bosco e albarola, da cui si ottengono le d.o.c. Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà, tra le prime della regione Liguria ad essere riconosciute tali nel 1973.
Un'importante operazione è stata inoltre condotta, con la collaborazione del Centro Vite del CNR di Torino, per il recupero di alcuni vitigni autoctoni tra i quali spicca il rossese bianco, la varietà più diffusa sul territorio prima della filossera.
L'innovazione colturale è visibile anche nella forma di allevamento in cui la pianta si presenta con ceppo basso che porta due brevi cordoni permanenti sui quali vengono lasciate 5-6 gemme, determinando così la forma ad alberello impalcato.
La vendemmia inizia generalmente intorno all'ultima settimana di settembre e si protrae per circa dieci giorni.
 
Azienda Agricola FORLINI CAPPELLINI
 
L'Azienda agricola Forlini Cappellini può essere ragionevolmente considerata un simbolo esemplare della viticoltura eroica delle Cinqueterre. Lo è, innanzitutto, nelle dimensioni familiari. Germana Forlini e Alberto Cappellini, infatti, vendemmiano le uve di proprietà proseguendo la tradizione che attualmente coinvolge direttamente anche Giacomo, il loro figlio. E lo è, in maniera particolare, nella gradevolissima sostanza della qualità reale che esprime il vino da loro proposto. Poca cosa, forse: 9.000 bottiglie. Una cifra che altrove farebbe sorridere, ma che in questi luoghi straordinari acquisisce una valenza significativa. Può accadere, in alcune circostanze, che il lavoro improbo di un vignaiolo venga ad essere considerato quasi con benevolenza, con spirito di genuina solidarietà. Ma i risultati conseguiti con puntuale continuità dai Forlini Cappellini vanno ben oltre situazioni simili, per quanto positive in linea di principio. Il loro vino è certamente contraddistinto da una precisa identità organolettica che rivela pregevolmente le prodigiose risorse di un territorio - le Cinqueterre - del quale la vigna costituisce l'essenza stessa del magnifico paesaggio (Patrimonio dell'Umanità secondo l'Unesco, a partire dal 1997). Naturalmente, per raggiungere determinati vertici devono coincidere a meraviglia vari fattori. Il Cinqueterre Bianco manifesta all'assaggio note del tutto personali per la sapidità che lo pervade e che si manifesta essenzialmente nel sapore. Un vino unico, per questo: inconfondibile, per i risvolti che è in grado di dischiudere nella degustazione. Tanto da poter essere assunto quale parametro di riferimento. Nasce sulle terrazze a precipizio sul mare amoreolmente accudite da generazioni. I poderi di minime dimensioni - improbabili tessere di un mosaico eccezionale e composito - sono distribuiti, in splendita giacitura, a diversi livelli, in alcuni degli acclivi da sempre indicati a maggiore vocazione. L'ambito è quello di Manarola, nel comune di Riomaggiore, sede del Parco Nazionale delle Cinqueterre. La legge relativa alle "Sottozone" (le coste) consentirebbe di vinificare separatamente le opportune selezioni. Ma fin dal primo momento è stata la linea della valorizzazione dell'uvaggio del raccolto di tutte le proprietà(con uve bosco, albarola e vermentino) per ricavare un vino capace di raggiungere nal tempo - anche dopo due anni - una ideale armonia gustativa. Il dovuto affinamento, per altro, privilegia ed amplifica le doti dei vini di razza. Con lo Sciacchetrà, il più famoso dei passiti italiani, il comportamento dei titolari dell'azienda si è dimostrato ancora maggiormente rigoroso, proprio nel nome della qualità. Il prezioso nettare, che ha mediamente una resa di poco superiore al 20%, viene prodotto esclusivamente nelle annate adeguate, per non togliere al Bianco le uve pregiate. Per questo, il vino dei Forlini Cappellini, come tutti i vini delle Cinqueterre, è grande al di là dei profumi e dei sapori: perché dentro racchiude anche le storie degli uomini e dei loro affetti e delle vicende dell'impareggiabile ambiente nel quale vivono
 
CINQUETERRE - Forlini Cappellini
 
UVE: Bosco, Albarola, Vermentino
VIGNETO: superfice 1Haceppi/Ha 8.000altitudine da 100 a 350 m/slm
ALLEVAMENTO: pergolo
ANNO D'IMPIANTO: 1945 per i ceppi storici, di recente nuovi impianti
RESA PER ETTARO: 70 Hl/Ha
VENDEMMIA: settembre
VINIFICAZIONE: diraspatura per macerazione
AFFINAMENTO: bottiglia
GRADO ALCOLICO: 13%
ESAME ORGANOLETTICO: colore giallo paglierino più o meno intenso, sapido, fresco con note di agrumi, fiori di campo ed erbe